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Apparte-nenza e dubbio..

 
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Apparte-nenza e dubbio..

Di Silvia Alnur, Luglio 2013

 

Apparte-nenza, ciò che ci mette in disparte. I fratelli Cristiani, i fratelli Mussulmani, i Buddhisti, gli Hare Krishna… ognuno apparte-nente rispetto agli altri, e sentendosi nel giusto. Ma Dio avrebbe voluto questo?

 

Ieri un devoto Hare Krishna ha detto “Dio non è ostaggio delle Religioni”, mi è scattato un applauso!  Forse non si è reso conto nemmeno lui di quanto vera è potente era questa affermazione. Infatti non comprendeva il mio entusisasmo!

 

Il senso di appartenenza è pericoloso per due motivi.

 

Prima di tutto presuppone che ciò che è al di fuori del gruppo è meno desiderabile di ciò che è all’interno del gruppo, portando ad un pre-giudizio e ad una chiusura.  Secondo poi si confondono troppo facilmente dinamiche di gruppo con dinamiche spirituali. Se metti insieme un qualsiasi gruppo di persone per un periodo prolungato di tempo, loro si “organizzeranno”, ovvero impareranno a collaborare per svolgere collettivamente una funzione che i singoli non possono svolgere altrimenti.

Nel corpo, le cellule hanno bisogno di “organizzarsi” per svolgere le loro funzioni più importanti.

L’organizzazione prevede spesso l’individuazione di ruoli, che però possono anche inchiodare l’anima di una persona.

I leader, esseri umani imperfetti, possono seriamente danneggiare gli altri membri, impedendogli di seguire il proprio istinto. Spesso lo fanno anche in buona fede ma è un errore.

Queste cose tuttavia sono niente in confronto al pericolo principale: l’appartenenza ad un gruppo può portare alla perdizione…ci si perde!

 

L’appartenenza ad un gruppo va affrontata con lucidità

 

Il motivo è che un gruppo non può organizzarsi senza diventare in qualche misura autoreferenziale. Il gruppo distingue, consciamente o inconsciamente, ciò che è apprezzabile da ciò che non lo è. 

Il gruppo stabilisce ciò che è sintomo di crescita e ciò che è bene per una persona. A quel punto si cade nell’illusione collettiva di gruppo. Siccome si è tutti d’accordo, ci si convince che si è nel giusto.

Si progredisce nel gruppo, credendo di progredire nell’anime…invece nell’anima si è fermi. Bisogna fare attenzione!

 

Attenzione ad aderire a gruppi che ragionano per schemi

La devozione in gruppo è necessaria, raggiunge degli scopi che come singoli non possiamo raggiungere.

Tuttavia, per cercare di prendere il bene dal gruppo, senza prendere il male, è necessario che ogni gruppo che si raccoglie per fare Devozione, lo fa con spirito Interdisciplinare.

Ovvero, è lecito, e forse anche pratico, seguire prevalentemente una disciplina spirituale ma è fondamentale che ci sia una piena, e non solo apparente, accettazione di tutte le altre discipline.

L’appartenenza è una sola, quella di esistere in questa realtà. Per citare mio figlio di 11 anni: “Ciò che Credi è Reale”…ovvero, la Magia si compie in tutte le religioni, basta crederci. Per Religioni, s’intende anche ciò che non ha simboli. Credere nell’Amore Universale o nella Madre Terra vale quanto essere Cristiano o Hindu.

C’è chi può pensare “Se non ci guida il culto e non ci guida il gruppo, chi ci guida?”

Il superamento del dubbio ci guida, Amare e seguire il proprio Desiderio con Coraggio ci guida.

Solo la voce interiore ci può guidare. Possiamo confrontarci con gli amici ed i fratelli spirituali ma alla fine dobbiamo scegliere noi, superando la paura.

 

Dio ci ha dato il male affinché lavorasse a fin di bene.

Dio ci ha dato la paura ed il dubbio (una forma di paura anch’essa) per crescere. 

Se noi non avessimo preoccupazioni, paure e dubbi, cosa avremmo mai da fare per raggiungere la crescita?

Senza paura e dubbio non potremmo sviluppare la Fede. La Fede vuol dire scegliere di seguire il proprio Desiderio, il proprio cuore, nonostante manchi l’assoluta certezza di essere nel giusto.

 

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