Lo scopo della vita è la gioia

Testimonianze

 

Testimonianza da Maurizio

 

Maurizio 22/12/2020

Ho conosciuto Silvia Alnur in un momento della mia vita dove il mio maschilismo e
la mia misoginia era sul punto di rovinarmi la vita,
ero quasi sul baratro,
se avessi saltato non sarei mai più tornato indietro.

La mia spiritualità era cresciuta storpiata,
rinnegando quello che il mio cuore;
ma ahimè non la mia ragione, sentiva fonte di infinito amore ed energia creativa,
il femminino sacro.

Credevo che la mia fede fosse completa e incrollabile,
ma mi sbagliavo.

Molto mi ero spinto nella consapevolezza del mio essere,
molti erano i risultati, anche strabilianti,
ma tutti sterili, ogni cosa,
anche la più eccelsa perdeva di significato
non riconoscendo non attribuendo al fatto che dal femminile era scaturita,
della madre terra ispirata, dal femminile in me,
dal femminile che era vicino a me,
dall’emanazione della grande madre,
la grande Aquila,
incarnata in tutte le donne meravigliose che mi erano state vicino,
che si era incarnata negli angeli che avevo avuto l’onore e la fortuna di incontrare ma che non avevo degnamente onorato,
anzi è più giusto dire;
che avevo massacrato.

Esseri celestiali incarnati nelle mie compagne, madri, amanti, amiche, allieve, vittime. Sfruttate, succhiate, sfinite, impoverite, maltrattate, torturate, sistematicamente spiate, accusate, perseguitate, ed in fine uccise nell’ anima e poi gettate. Come potevo credere che avrei potuto fare il salto con quella ingratitudine, con quell’odio nel cuore. Come potevo credere che sarei potuto comunque evolvere senza riconoscere quello che era veramente stato, senza accogliere quella metà di universo. Quella parte, che tenera pura resiliente, ancora e ancora veniva a raccogliermi , guarendo le mie ferite, lenendo con corrisi carezze balsami, che sfruttavo e ancora e ancora, mio malgrado, per poi gettare ancora all’aria tutto appena stavo meglio. Come potevo ogni volta scambiare tutto quell’amore per prigionia per manipolazione. È qui che Silvia si è inserita, lei quasi senza agire ha agito, lei senza che me ne accorgessi mi ha placato, lei con i suoi lavori sottili mi a riconciliato. Grazie e ancora grazie ai suoi rituali. Mi ha sostenuto mi ha rifocillato, mi ha guarito, mi ha nutrito. Mano a mano mi ricordavo tutti gli scempi che avevo compiuto, quando possibile tornavo indietro, per esser perdonato. Partendo da lei quasi tutto ho ricucito. Grazie a lei riconoscevo e comprendevo. Lei ha valorizzato i miei talenti, li ha saputi diffondere, lei è stato il grembo che mi ha sdoganato. Lei ha saputo con fermezza ma lungimiranza condurmi per mano, passo dopo passo alla mia completa pienezza, alla mia totale autostima. Il resto viene da solo, quando ci si riconcilia con la grande madre, l’abbondanza, la gioia,, i risultati, il successo, la salute, la guarigione, il sostentamento, l’arte, l’energia, le competenze fisiche, le competenze sottili e occulte. Grazie Grazie Grazie mia cara.

Valeria

 

Cara Silvia,

 

ti ho conosciuto dieci anni fa, incuriosita dal tuo sito web sulla danza del ventre, perchè descrivevi in maniera insolita una pratica molto in voga in quel periodo, puntando sugli aspetti spirituali insiti nel ballo antichissimo, invece che sui particolari seduttivi.

 

Ripensandoci con la consapevolezza di oggi, intravedo, già in quel primo incontro, il simbolo profondo di ciò che tu sei per me: la chiave che ha aperto la mia porta interiore all’energia femminile,che rinchiusa prigioniera dentro di me. L’hai liberata con la dolcezza delle tue parole, il calore delle tue mani, la leggerezza dei tuoi passi di danza e l’amore per la vita del tuo canto…

 

Mi hai conosciuta in uno dei periodi più bui della mia vita. Ero chiusa in me stessa, arrabbiata, rancorosa, invidiavo le altre donne perché mi sentivo carente ed inadeguata, soffrivo perchè non riuscivo a diventare madre…

 

Con te da subito mi sono aperta e di lì a poco ho avuto la grande gioia di diventare madre di due splendidi gemelli.

 

Mi hai mostrato la bellezza del femminile e lo splendido rapporto di autentica solidarietà che è possibile instaurare con le altre donne/sorelle, quando si esce dagli schemi della competizione e della rivalsa e si impara ad amare noi stesse e gli altri per quello che siamo.

 

Mi hai svelato le verità che giacevano sepolte dentro la mia anima, come una levatrice mi hai aiutato a mettere al mondo l’Altra Me, la più completa, la più coraggiosa, la più luminosa. Con te ho compreso cos’è davvero l’Amore, aldilà di tutti gli attaccamenti e le paure, insegnandomi a conoscere il potere dell’istinto e ad ascoltare la voce interiore con fiducia e coraggio.

 

Grazie è troppo poco, però anche la semplice gratitudine se offerta con Amore è un dono prezioso e anche questo nuovo sentimento, che abita spesso in me, lo devo a te.

 

Da quando sei nella mia vita il mio cammino è diventato più leggero, un pò come i passi di danza che mi hai insegnato all’inizio della nostra bella Amicizia.

 

Con Amore

Valeria

 

Simone

 

Simone

 

La mia esperienza con Silvia è a dir poco unica.

Sentivo parlare spesso di lei da un’amica in comune, che mi diceva cose che questa donna africana faceva:

mi parlava di esorcismi, di lavori energetici, di lavori spirituali con le donne. Alcune cose le capivo

facilmente, ma alcune, devo essere sincero, mi mettevano un certo timore addosso. Soprattutto quando

questa amica in comune mi chiese se volevo conoscere Silvia personalmente. All’inizio fui diffidente e decisi

di aspettare; quando mi sentii più sicuro decisi di incontrarla.

Fissammo un appuntamento e andai direttamente a casa sua. Salii le scale del portone e suonai alla portai.

Mi aprì questa donna dai capelli biondi e gli occhi azzurri (e nella mia mente ignorante pensai “E’

africana?….”) e con un viso quasi angelico. Entrai in casa e ciò che mi colpì subito, fu il clima di accoglienza,

nella sua immensa semplicità. Chiacchierammo un po’, ma senza esagerare; anche perché ormai ero

curioso di capire concretamente cosa Silvia potesse fare. Ci sedemmo su un morbido tappeto e mi disse:

“Ora mediteremo insieme un po’. E’ probabile che a un certo punto io cominci a fare dei versi o dei suoni

particolari. Beh non ti preoccupare. Tu non fare niente. Resta sdraiato e respira”. Facemmo infatti prima un

breve esercizi di respirazione e poi io mi sdraiai completamente e lei si sedette accanto a me. Sono rimasto

ad occhi chiusi non so per quanto tempo. All’inizio sentivo molto forte la sua cura nel tenermi le mani.

Sentivo che mormorava suoni simili a preghiere. A un certo punto si alzò in piedi e la “preghiera” divenne

più intensa. Lo ammetto: non resistetti alla curiosità e per un paio di secondi socchiusi leggermente lo

sguardo: la vidi in piedi sopra di me, che disegnava con le mani una sorta di croce nell’aria e altri segni che

non compresi. Ciò che mi colpì in quel momento fu la profonda concentrazione che aveva. Era totalmente

immersa in quello che stava facendo. Chiusi nuovamente gli occhi e da lì a poco accadde…. qualcosa.

Qualcosa di molto speciale. Cominciai a sentire un formicolio per tutto il corpo e dopo pochi secondi

cominciai a piangere. Ammetto che sono sempre stato molto restio alle lacrime; ma in quel momento

vennero fuori da sole, senza che io potessi farci nulla. Ma la cosa sorprendente in quel momento fu il fatto

che non c’era dolore in quelle lacrime. Era semplicemente acqua che usciva dai miei occhi. E sentivo che,

anzi, mi restituiva una sensazione piacevole. Poi, quella sensazione coinvolse tutto il resto del corpo: era

come se il mio corpo stesse piangendo, ma al suo interno. Sentivo un flusso energetico che mi riempiva.

Quindi accadde qualcosa di ancora più sorprendente. All’ altezza del cuore cominciai a sentire qualcosa.

Come se dal mio cuore stesse uscendo qualcosa verso l’esterno del mio corpo. Non so se avete mai visti i

fantasmi che vengono rappresentati nei cartoni animati. Una sorta di telo nero allungato. Fu quello che vidi,

a occhi chiusi, uscire dal mio cuore. Come una sorta di macchia nera che, allungandosi, usciva dal mio cuore

verso l’esterno del mio corpo. Non so quanto tempo durò il tutto, ma subito dopo cominciai a tremare e a

sentire freddo. Avevo l’impressione che qualcosa da tutto il mio corpo stesse uscendo. Ed era bellissimo.

Sentivo un flusso che andava fuori e continuava ad uscire senza sosta. Era come se stessi scambiando

qualcosa con tutto il mondo che mi circondava. E non finiva. Non riuscii in quel momento a non sdraiarmi

sulle gambe di Silvia. Avevo bisogno di un contatto materno; e lei in quel momento era la Madre. Volevo

sentirla. Abbracciarla e farmi abbracciare. Lei mi chiese: “Come va?”, ed io, ancora stordito provai a

spiegarle cosa mi stava accadendo. “Non finisce più”, conclusi. La sua risposta fu: “Non ti preoccupare.

Continua a stare sdraiato. Questo è l’Amore incondizionato. Dovremmo vivere tutti così. Sempre.” Sentivo

la sua cura nei miei confronti, attraverso le sue carezze. Quando aprii del tutto gli occhi, si era fatto quasi

buio e io avevo perso totalmente la connessione con il tempo.

Pian piano mi sedetti e parlammo un po’. Mi spiegò che, tra le altre cose, avevamo fatto anche un

esorcismo: mi aveva tolto una macchia nera che mi portavo sul cuore. Parlammo un po’ dei motivi che

potevano avermi portato a questo, a difendere il mio cuore, fino a coprirlo del tutto; parlammo della mia

infanzia, del contesto familiare in cui sono cresciuto…e di tanto altro.

Prima di salutarci, fece altri segni con le mani intorno al mio corpo, per schermarmi, proteggermi. “Ora sei

un po’ più vulnerabile. È come dopo un’operazione. Ora devi riposare. Evita di fermarti a parlare troppo con

le persone, mentre rientri a casa, e se senti che qualcuno sta invadendo il tuo campo, se senti che qualcuno

ti sta legando a se, immagina di avere una grande spada e di tagliare questa corda che ti tiene”.

Nei giorni successivi mi sentii davvero come dopo un’operazione: debole ma, come dire, pulito. Ma ripresi

immediatamente le forze; anzi, nei giorni successivi mi sono subito sentito anche più forte di prima e

continuavo a pensare alle parole di Silvia “Se ti senti legato, immagina una spada e taglia quella corda”. Ho

sempre avuto difficoltà ad abbondare le cose, a separarmi dalle persone, e a dire di no in generale. Da quel

 

giorno, mi sono stupito molte volte nel vedermi in grado di riuscirci. Di sentirmi, in generale, più autonomo e cominciare, finalmente, a camminare sulle mie gambe.

 

Carla

 

Una piccola dedica a Silvia. Una Donna Madre di estrema dolcezza con la quale ho condiviso per molto tempo un Cerchio di Donne per le donne. Un percorso terapeutico in cui Silvia ha guidato ogni aspetto, dal più materiale al più etereo. Ha dimostrato grande abilità nelle tecniche terapeutiche attraverso l’uso di canti e suoni ancestrali.  Dopo un lungo periodo di frequentazione posso dire che Silvia merita di essere avvicinata e conosciuta più che essere definita con parole.  Con stima, affetto e gratitudine.

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